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lunedì, 23 giugno 2008
 

CRONACHE DALLA FINE DEL MONDO: GRAZIE DI NON RENDERMI PARTECIPE

Io non ho sentimenti, solo situazioni 

(Marta Sui Tubi, Post)

 
 
Questa ragazza è una ragazza copertina.
Ma non vedrai sulla sua testa la scritta Vogue o Glamour o Tutto Quel Che Luccica. C’è scritto Aiutami. Salvami. Amami. Ma non lo vedrai. Vedrai i suoi tacchi alti e le cosce nude nel vento.
“Dove vai con quelle cosce?” le chiederai.
“Dappertutto” ti risponderà lei. “Sono le mie cosce, non ne ho mai avute altre.”
E non la capirai. E non ti importerà. Neanche lei capisce te e questo in fondo non le importa un granché.
 
Ero così sbronza che ho detto “il mio lato migliore è quello che sta dietro.” Lui ha sgranato gli occhi, sbigottito. Stavamo parlando del velo di Maya, dell’essenza interiore delle cose, sicuramente mi riferivo a quello che sta “dietro la superficie”. Ma mi è uscita così e tuttora se chiedi a chi era presente qual è il lato migliore di me ti risponderà, ridacchiando, che è quello di dietro.
 
Questa ragazza è una ragazza copertina.
Tutto quello che c’è dentro è già stato visto e rivisto. Formulato in pensieri da altri cervelli, in milioni di altri tempi. Gli stessi scatti ammiccanti e blandamente maliziosi, gli stessi risultati di stupidi test della personalità. Gli stessi consigli su come preservarsi dalle scottature estive, consigli che poi non segui mai. Gli stessi Ti Accompagno A Casa e come andrà finire, neanche questo è una grossa novità.
Questa ragazza pensa, non sto baciando un uomo. Sto baciando la sua solitudine. La donna che l’ha umiliato. La stanchezza di restare fino a notte inoltrata in un posto dove non va più nessuno. Sto baciando il peso dei suoi errori, la disperazione di regalare a suo figlio una vita migliore. Della sua. Di quella di tutti quanti noi.
Questa ragazza pensa, perdonami se non me la sento di scoparmi i tuoi guai.


Tu e lui avete molto in comune. Non solo interessi, esperienze, ma il modo stesso in cui guardate alla vita. Ti farà male.

Questa ragazza pensa, non è con lui che vorrei essere. Sto baciando la mia solitudine. L’uomo che mi ha umiliata e quello che mi umilierà. Sto baciando la mia disperazione di non riuscire a essere diversa. Da me. Da tutti quanti noi.
Non è ficcarsi la lingua in gola o l’insistenza di portare le mani dove non vogliono arrivare; è quel “ti voglio bene” a essere volgare. Sono i sentimenti la cosa più sporca che ci possiamo scambiare.
Le chiederai che non sia solo sesso e lei scapperà per andarsene a dormire, senza lasciarti neanche quello.
E non la capirai. E non ti importerà. Neanche lei si capisce e questo forse un po’ le importerà.
 
 

Bonus track:
Bill Withers, Ain’t No Sunshine

Juditta | commenti (13)



martedì, 03 giugno 2008
 

KEEP ON ROCKIN' IN THE FREE WORLD

Ninetta mia crepare di maggio ci vuole tanto troppo coraggio
 
(Fabrizio de André, La Guerra di Piero)
 
 
 

Aveva appena diciott’anni, un incidente in motorino. Non ce l’ha fatta, è morta poco dopo. Le infermiere si sono chiuse a piangere in qualche stanzino o sul balcone. Vedessi quant’era bella, sembrava una modella. Pensavo che cazzo, avrebbe potuto essere mia figlia. Sarebbe potuto succedere a mia figlia.


Sabato 31 maggio alle ore 18 Radio Rock FM ha chiuso i battenti.
 
Cosa succede quando una radio muore? Che senti il segnale sfumare sulle grida della gente giù in strada finché non resta più niente. Poco dopo una selezione musicale random ti dà l’illusione che tutto continui sempre uguale. Forse per voi è realmente così. Se fate parte di quella schiera di persone che mi fissa inclinando la testa mentre mi asciugo le lacrime al bordo dell’occhio e dice “maddai, era solo una radio…” forse per voi quello che è appena passato è stato semplicemente un weekend allungato dalla reistituita festività del Due Giugno. Che cosa singolare. L’Italia riscopre un senso nazionale ma a distanza di appena due giorni un’istituzione italiana ci porta via qualcosa che aveva avuto un potere aggregante con ben pochi eguali. Ci piace così tanto il modello americano che abbiamo finito con l’assumerne per prime le contraddizioni.
 
Rock FM aveva diciott’anni. Se si trattasse di una persona sentirei doveroso aggiungere un appena. Così giovane. Così piena di speranze. Con una luce negli occhi e il vento tra i capelli – lunghi – se avessi una figlia vorrei che fosse così.
 
Ma non era una (sola) persona. Era la Claudia, con tutte le sue papere e la fissa dei Pantera – e ci avevo pure scommesso su quale sarebbe stata la sua ultima canzone ed era così facile che ho vinto. Era Max, che una volta mi ha intervistata in diretta perché voleva che mi sentissi una star. Era l’Ariele, che mi ricordo ancora il giorno della sua prima trasmissione e tutti si pensava “chiccazzo è questo coglione?” e se non ci fossero state le sue diatribe idiote via sms il mio ultimo anno a Milano sarebbe stato durissimo. Era Giulio, il mio preferito, con quel programma da salotto letterario che mischiava la musica più strana agli incipit dei romanzi, una cosa talmente bohémien. Era Mox, che con la sua immensa cultura musicale mi ha aperto nuovi mondi – ed è l’unico folle a cui ho sentito passare coraggiosamente via radio gli Anal Cunt! Era lo stimato direttore Marco Garavelli, che negli anni abbiamo riempito di email virtuali. Era Edo, che io sotto sotto ne sono sempre stata innamorata. Eccetera.
 
E poi era che io grazie a quella radio ho conosciuto un sacco di persone meravigliose. Che credevano in qualcosa, come me. Che poi tutte assieme ci sentivamo parte di qualcosa. Che siamo tutti sparsi per l’Italia ma una volta calata la sera mi bastava accendere la radio, nella mia stanza, con la mia lucetta rossa e nient’altro, e sapevo che altra gente come me, con la mia stessa inquietudine e la stessa passione, stava facendo la stessa cosa... e tutti pensavamo e sentivamo una cosa soltanto.

Se non avete mai sentito il bisogno di trovare un appiglio nel vorticare del mondo non lo potete capire. Se tutto quello che conta per voi è indossare un bel vestito e fare un mucchio di soldi e ciondolare per anonimi locali cercando di imbarcare. Non lo capiscono quelli lassù, senza un volto e senza un'anima, che si sono presi il diritto di strapparci via il cuore. Che ho un buco, dentro, e non mi cessa di strozzare.

No, non ci siamo più sentiti. Non posso chiamarlo e allora chiedo in giro se qualcuno ha sue notizie. So che è stupido ma avrei bisogno di sapere come sta, se talvolta parla ancora di me. Penso che potrei aggrapparmi a qualunque cosa. Qualunque cosa.


Nessuno ha ben chiari i motivi di questa fine. Sono scelte più grandi di noi, si dice. C’è qualche bastardo che non gli frega un cazzo, che vuole che ci intontiamo con le canzonette pop e non crediamo più in niente, si pensa. Io penso che un giorno vorrò avere dei figli e vorrei sapere che troveranno un mondo libero ad accoglierli. Con una luce negli occhi e il vento tra i capelli. Per questo conserverò la memoria di una radio che ha fatto davvero la storia e racconterò loro di come ha fatto la mia vita. Fate lo stesso, per l'amore del cielo. C'è tutta una famiglia che vi aspetta e vi dico che è stato bellissimo incontrarsi senza essersi mai conosciuti e condividere qualcosa come se fossimo sempre stati tutto di noi. Non lasciate morire il rock che avete dentro. Continuate a portarlo per le strade del mondo... che non è un mondo libero... e per questo è nostro dovere morale... non ci possiamo fermare.


Videi
31 maggio @ Milano
1 giugno @ Firenze (Flog)

Juditta | commenti (19)