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lunedì, 18 agosto 2008
 

I VIAGGI DI JUDITTA: ESTATE 2008

Riotorto (LI)
Dio maledica i villaggi turistici

Riotorto è vicino a Follonica, che non è poi così lontana da Punta Ala. Questo lo so perché nell’estate Duemila ho accettato un lavoro come baby sitter per tutto il mese di agosto a Punta Ala e nel mio giorno libero sono saltata sulla bici e andata a Follonica per la disperazione. Che poi, se siete mai stati a Follonica, capirete quanto ero disperata.

A Riotorto ci sono solo famiglie e villaggi turistici.
C'è
anche uno squallidissimo campeggio che somiglia a un campo nomadi.
 
Nei villaggi turistici ci sono gruppi musicali che suonano l'intero repertorio di Battisti.
Fino alle due del mattino.

Nei villaggi turistici è proibito camminare sul pratino, che costituisce il settanta per cento dello spazio vitale. E' proibito uscire con la macchina nelle ore del silenzio. Se pensate che potrete aver bisogno di uscire con la macchina nelle ore del silenzio dovete avvisare i guardiani con largo anticipo, anche se si tratta di un'emergenza. Nei villaggi turistici potete farvi cogliere da un infarto soltanto programmandolo.

Nei villaggi turistici si mangia la pizza fritta.
Non si tratta di una specialità
locale, è proprio una schifezza.

A Riotorto c'è la più alta concentrazione di vespe e calabroni di tutta Italia.

A Riotorto c’è una stazione ferroviaria piccolissima che è sempre chiusa e a farci la guardia stanno dei cani feroci senza guinzaglio, pronti a inseguirvi latrando e sguainando le fauci a un soffio dalle vostre caviglie.
Credete a me: non cercate di prendere il treno a Riotorto.

Quest'anno Riotorto ha conquistato la bandiera blu e al bar del Bagnoskiuma si fa festa quasi tutte le sere. Con un terribile dj che riesce a svuotare la pista semplicemente annunciando un pezzo ballabile. L'età media dei partecipanti si aggira sui trent'anni, perché la media è tra gli ultracinquantenni e gli under tredici.
 
Al bar del Bagnoskiuma si beve il peggior Mohito della storia.
Viene servito in bicchieri di plastica.
E costa pure otto ricchi euro.
 

Sapri, Villammare, Maratea e un altro paesino di cui non ricordo il nome (SA)
Mira o mare quant'è bello

All’uscita dell’A1 tenete d’occhio il paesaggio sulla vostra destra perché si vede il Vesuvio. Lo riconoscerete seguendo l’impeccabile logica di mio zio (“cerca un monte a cui manca la punta”) e perché di notte è illuminato come un albero di Natale.

La Salerno-Reggio Calabria è una di quelle vecchie strade dove sul guardrail ci sono ancora i rododendri in fiore.
La Salerno-Reggio
Calabria è completamente gratuita e secondo mia zia la sua manutenzione la paghiamo noi del centro nord.

Sotto Napoli si fa la raccolta differenziata dei rifiuti, ma solo dentro ai sacchetti.
Per la strada potete abbandonare l'immondizia un po'
come vi pare.

Sotto Napoli qualunque occasione è buona per sparare fuochi d’artificio a ogni ora del giorno e della notte.

Sotto Napoli c'è un incendio ogni sera ma nessuno se ne accorge. 

Nei ristoranti della provincia di Salerno tutti i camerieri si chiamano Antonio.
Il novanta per cento della popolazione maschile si chiama Antonio.

Il restante dieci per cento si divide tra Peppino, Giggino, Gennarino e altri nomi che finiscono in -ino (tra cui la variante Tonino).

Nei ristoranti della provincia di Salerno una pizza Margherita costa tre euro.
Con quindici euro ti porti via in panza antipasto di pesce, pizza con bufala, birra e caffè
.

Il caffè viene sempre servito accompagnato da un bicchiere d'acqua fresca, per esaltarne il sapore.
Ma questo
me lo ha insegnato Giovannino, il coccobello della spiaggia di Punta Ala, nell'estate Duemila, quando mi ha portata nel ghetto dei venditori ambulanti.

In provincia di Salerno non esiste l'acqua gassata.
Potete scegliere tra naturale o effervescente.

In provincia di Salerno si risparmia sui prefissi.
Per esempio, gli ombrelloni non si affittano ma si fittano.

Nei discount non è raro ascoltare musica rock e alla sera, sul lungomare, potete assistere a concerti di gruppi metal under ventuno che fanno soprattutto cover dei Dream Theater. Sul marciapiedi, in mezzo alla gente, come nella migliore tradizione hardcore.

Sul lungomare di Villammare c’è il locale più in della zona, di cui non ricordo il nome ma lo riconoscerete dalla dirompenza della musica techno e perché le bariste sono seminude. All’interno un vasto assortimento di fighetti dalle facce annoiate aspetta fiducioso un abbordaggio. Lì potrete bere un Mohito strepitoso (migliore di quello l’ho scovato solo nella zona di Trastevere a Roma, un po’ dappertutto) e per soli cinque euro potrete portarvi a casa il bicchiere, perché nessuno controlla all'uscita. Tenete presente però che lo state a tutti gli effetti rubando.

Juditta | commenti (11)