binari morti

   


venerdì, 28 agosto 2009
 

THE GRAND VIZIER'S GARDEN PARTY

Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente.

(Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo)


La questione è che a me questi tizi che giungono nella mia casa all’improvviso ricordano il modo in cui ho sempre immaginato l’irruzione dei soldati tedeschi nella soffitta di Anna Frank. Ma non hanno dei modi violenti, probabilmente sono ancora influenzata dalla lenta freddezza della squadra di Nikita, di cui ho appena visto l’ennesima brutta puntata in tivù. Nello squadrone c’è chiaramente una donna: è quella che ha l’aria più distaccata di tutti, mentre ci tiene il fucile puntato sulla faccia.

La questione è che adesso sono loro a dettare la legge: questi tizi che ricordano la squadra di Nikita e che ci vogliono morti come i soldati tedeschi. Noi siamo ancora in casa nostra ma non siamo più liberi di muoverci come ci pare: dobbiamo starcene qui, seduti attorno al tavolo del salotto come per una riunione di famiglia, nell’attesa di farci ammazzare.
Perché è questo che faranno, oh sì, ci ammazzeranno.
La questione è che io non ho un cazzo paura di loro. Non ho paura di morire. Tanto lo so che dopo questa morte inizierò un’altra vita e che in qualche modo esisterò ancora. Sono solo infastidita. Proprio non mi va di ricominciare da zero, tutto quanto, un’altra volta. E se nella prossima vita dovessi scordarmi che suonavo la chitarra? O forse potrebbe andarmi meglio di quanto è successo: potrei decidere di farlo molto prima, questa volta, da bambina. E tuttavia, non voglio che siano altri a decidere la fine di questa mia vita. Perché dovrei lasciare che mi sparino un colpo attraverso il cervello? Ci sono modi meno brutali di passare allo stadio successivo.
La questione è che deve accadere comunque: tanto vale iniziare ad accettarlo. La questione è che adesso devo prendere tempo, per avere il modo di decidere come IO preferisco morire e per cercare di attuarlo prima che lo facciano questi stronzi per me.

Ecco.


Bonus track:
HORSE the Band, Bunnies

Juditta | commenti (3)