It makes me wonder
(Led Zeppelin, Stairway To Heaven)
Da qualche parte, in Cambogia. E’ arrivata la stagione delle piogge e la mia vacanza si è incrinata. Mi sveglia il tuono più forte che saprei immaginare. Spalanco gli occhi nel buio rischiarato solamente dalla fluorescenza di un cartello che ho rubato sulla nave. Se avessi saputo che faceva così tanta luce lo avrei lasciato dove stava. Ma volevo un ricordo di questa vacanza. Sogno spesso, e l’ho fatto anche stanotte, di ritrovare vecchie foto che non ricordavo di avere scattato. Sogno un mondo in cui qualcuno mi riporta tutti i ricordi che ho perso. Emma non saprebbe dirvi quanti anni ha: l’istituto ha stabilito che debba averne sei. In fotografia sembrava più grande. Non ricordo come si chiama la lingua che parla la gente in Cambogia. L'istituto non ha messo a disposizione neppure un traduttore. Emma ha imparato a dire occhi, bocca, mano e ciao ciao. A volte scoppia in lacrime nervose perché quello che conosce non le basta per comunicare. Credo che sogni un mondo in cui qualcuno le riporta tutti gli anni che ha perso.
Hai avuto una gioventù un po’ troppo bruciata e sei invecchiata prima del tempo.
Invece di andare avanti come fanno tutti quanti, tu tornerai indietro. A cinquant’anni sarai la ragazzina che non sei stata mai.
Dovrei chiedere cosa ne pensa la mia minigonna, che non ci è nata così corta ma sono io che l’ho tagliata. Dovrei chiederlo alle mie ginocchiere ricavate dall’elastico di un paio di vecchi calzini. Ai versi che ho dipinto a colori sgargianti sul retro di una maglietta. Tutte le cose che non facevo più dall’età di vent’anni. Allora le facevo perché si presumeva che a vent'anni mi comportassi così. Dovrei chiedere cosa ne pensano il mio nuovo tatuaggio e i segni scuri che ho sulla faccia. La gente mi dice ogni volta: chissà che dolore. Rispondo che ha proprio ragione. La verità è che non ho sentito un bel niente ma quando la gente ha troppa paura per tentare un’esperienza le lascio credere che sia tutta sofferenza risparmiata. E’ questo che vogliono tutti: rassicurarsi di aver fatto la scelta migliore, di essere scampati a un immenso dolore. Davanti allo specchio argino la fuoriuscita dei fluidi con un batuffolo di cotone medicato e penso che i tatuaggi non sono altro che ferite colorate. A me i colori piacciono e le ferite mi si rimarginano in fretta. Il mio dentista mi ha soprannominata Scheggia, per la velocità con cui guarisco quando mi toglie un altro dente. Posso già muovere la faccia senza sentire strapparsi la pelle.
Dovresti riuscire a capire cos’è che ti blocca, che ti impedisce di tirar fuori la voce.
Io lo so bene qual è il mio problema. So cosa mi ha ridotta così e perché gli ho concesso di farlo. So cosa devo fare per affrontarlo e sono arrivata fin qui perché voglio affrontarlo. Ma ho bisogno di tempo. Tempo instabile, oggi, su tutta l’Italia. In Cambogia è arrivata la stagione delle piogge. Durante la notte Emma stringe il suo orsacchiotto arrivato dall’Europa: fino a pochi giorni fa quell’orsetto se ne stava sul mio letto. Durante la notte Emma ruzzola dal letto e chiede di dormire con quelli che saranno da oggi in poi i suoi nuovi genitori. Mi è sempre piaciuto stare in mezzo alle coppie. Mi fanno sentire protetta. La maggior parte dei miei coetanei detesta trovarsi da sola in mezzo a una coppia, si sente a disagio. Io invece mi sento al sicuro. Credo che sia una sorta di compensazione per quello che mi è mancato quando i miei genitori si sono divisi. Quando sei in mezzo a due persone che hanno deciso di amarsi riesci a percepire le vibrazioni della loro scelta insieme. Se ascolti molto forte, le vibrazioni dell’uno raddoppiano quelle dell’altra e il tono della vita sale tutto di un’ottava. Ma questa coppia qui, quella di cui mi si palesa l’esistenza come il tuono più forte che saprei immaginare: trovarmi in mezzo a questa coppia è l’ultima cosa che avrei desiderato. Per questo non posso cantare canzoni d’amore. Togliete tutte le parole perché mi fanno male. Perché a volte, lo sai, le parole hanno due significati. Lasciatemi il mio orsacchiotto e la mia incapacità a comunicare. Prima di quanto pensate imparerò la vostra lingua. E passerò il resto dei miei giorni a sognare un mondo in cui qualcuno mi riporta tutti i suoni che ho perso.
Appaio brevemente e poi scompaio ancora. Giusto il tempo di non farvi abituare. Che da grande voglio essere la vostra nostalgia.
Bonus track:
Lynyrd Skynyrd, Simple Man



