Oh what do you do when you feel like you're living a lie?
Nel primo ricordo che ho della mia vita cercavo di strozzare una bambina sul cortile dell’asilo. Lei non ricorda tutto questo. Forse non è successo veramente. Potrei averlo immaginato. Amici e parenti, tutti mi hanno sempre accusata di lavorare troppo con la fantasia. Mi sono sempre sentita ferita quando qualcuno metteva in dubbio la mia capacità di rapportarmi alla realtà. Mi sono sempre sentita rabbiosa. Ma poi ho capito che quando la maggior parte della gente pensa la stessa cosa, forse quella cosa è reale. Se riesci a pensarla anche tu, allora la puoi perfino toccare.
Nei film di questo tipo c’è qualcosa che hai dimenticato. Non sei sicuro di voler ricordare. Non riesci a trovare la voce perché pensi che con lei uscirà anche tutto quello che non vuoi ricordare. Nei film di questo tipo la vittima finisce col proteggere il proprio carnefice. Ne dimentica il volto, per non doverlo accusare.
Quando avevo otto anni ho letto sui libri di storia che i primi uomini erano scimmie. Ma già da molto tempo mi veniva raccontato che i primi uomini sulla Terra sono stati Adamo ed Eva. Adamo ed Eva non erano scimmie. Quando avevo otto anni capii che qualcuno mentiva.
Nei film di questo tipo hai trascorso la tua vita alla ricerca della verità dietro tutte le cose. Come se niente fosse davvero la facciata che ti mostra. Come se tutti fossero a conoscenza di una verità che ti riguarda ma facessero di tutto per tenertela nascosta. Per nasconderla perfino a se stessi. Nei film di questo tipo non ti sei mai concesso un istante di ingenuità. Sei troppo assorbito a cercare di capire che cosa ti ha rotto durante l'infanzia.
Quando avevo dieci anni rimasi folgorata da Twin Peaks. Da quella ragazza di nome Laura Palmer a cui qualcuno ha strappato l’innocenza. Vent’anni dopo è arrivato Dexter Morgan, persona apparentemente normale che nasconde l'istinto di un mostro. Mia madre trova che Dexter sia immorale. Una serie televisiva incentrata sulla figura di un killer. Mia madre sostiene che spinga la gente a identificarsi con un killer. A pensare come un killer. Deve avere ragione. Mi sono identificata così a fondo che mi sembra che sia questo killer a pensare come me. Che cosa nascondo non lo so neanche io. Mia madre ha sempre tenuto a preservarmi da queste forme di violenza. Anche lei sapeva che lavoro troppo con la fantasia. Forse sono state le sue restrizioni a fare di me una depravata. O forse aveva visto giusto e sapeva che avrei assorbito tutto quanto. In Alta Fedeltà Nick Hornby si chiedeva se sia arrivata prima la musica o la tristezza e io mi chiedo se sia arrivata prima la violenza o la televisione. Che cosa faceva la mia immaginazione mentre guardavo di nascosto Twin Peaks a dieci anni: proiettava o introiettava? Che cosa c’era che mia madre non voleva che vedessi?
C’è stato un uomo, nella mia infanzia. Stava in fondo alle scale, quando scendeva la sera. Non ho idea di chi fosse. Tutto quello che ricordo è l’odore dei suoi guanti. La sensazione dell’anima che scivola via da ogni poro. Chi era quell’uomo? Chi è l’uomo che viene ancora a trovarmi, di notte, nei miei incubi più veri? Proviene realmente da un’altra vita, come disse chi ha letto i solchi sulla mia mano, o l’altra vita è soltanto una metafora per indicare un tempo che non esiste più? Che cosa avevo visto a otto anni per riuscire a immaginare tutto questo?
Nei film di questo tipo uno stimolo esterno improvviso riporta alla luce cose che neanche pensavi fossero mai esistite. La mia analista diceva che un giorno ricorderò cosa è schizzato via dal cesso nel mio sogno, liberandolo dall'accumulo di liquami. Era una cosa piccola, come una spilla. La mia analista diceva che quella era la chiave di tutto. Nei film di questo tipo hai passato troppo tempo a ricordare quella bestia che avevi sotto il letto e l’hai riempita di significati che forse non aveva. Hai passato troppo tempo a immaginare dove infine sia sparita. In quale giorno finalmente se ne è andata. Nei film di questo tipo sono caduta dalla bici. Stavo lucidando la pistola ad acqua e mi è partito un colpo. Ho visto troppa violenza. In televisione. Nella mia testa.



